di Andrea Luxoro

 

Il viso stanco è solcato da profonde rughe più di vecchiaia che di espressione, l’occhio azzurro è però vivo e guizza qua e là lungo il terreno: la baracca sulla destra, il carugéttu delimitato da una siepe di rosmarino e il campo aperto dalla terra grassa e rossa, madida di rugiada, che sfumerà presto sotto il sole cocente di giugno inoltrato e contrasta co un cielo incredibilmente azzurro di maestrale. Un lungo filare di piante di pomodoro accompagna la vista verso il pozzo, mentre ridossate dal muro, le fósse de facussa traboccano di lunghi sarmenti verdi e piccoli fiori gialli, visitati ripetutamente da qualche ape ronzante. L’anziano con orgoglio malcelato racconta all’escursionista, che per sbaglio ha valicato durante il trekking i confini del podere, che la semenza di facussa è tramandata in famiglia da sempre, dal padre, dal nonno, dal padre del nonno – arriva dagli arabi, perché i carlofortini vivevano li, e siccome erano furbi se la son portata in Sardegna, e così ancora oggi la usiamo per la capunadda, che ci si mette il tonno salato e le nostre gallette. Il raccontare dell’anziano è lento, misurato e solenne perché racconta una storia che si è fatta mito, epica è il frutto delle serate di infanzia, senza luce o televisione, quando il nonno raccontava davanti al falò la storia dei vecchi tabarchini venuti dall’Africa.

 

Andrea Luxoro nasce a Carloforte, dove tuttora vive e lavora. Studia a Cagliari e si laurea in antropologia, presso la facoltà di Lettere, con una tesi sui “lavoratori del mare di Carloforte”. Ha fondato con un gruppo di studiosi locali l’Associazione Culturale Saphyrina e l’Asuciasiun cultürole tabarchiña che valorizzano e promuovono la cultura, la storia e la lingua delle comunità tabarchine del Mediterraneo. Cura la rassegna letteraria “Pocomabuono” e ha fondato la Fiera del Libro di Carloforte. Coordina lo Sportello linguistico tabarchino di Carloforte, è consulente scientifico per il Polo della lingua tabarchina e promuove iniziative culturali su molti fronti. Lo trovate sempre preparato e disponibile presso l’edicola “Dai giurnoli in sciâ ciassa” (Piazza Repubblica).