Realizzate dopo l’incursione dei corsari tunisini, nel settembre del 1798, che fecero schiavi quasi mille tabarkini, le Mura di Cinta testimoniano, per quanto ne è rimasto, sulla parte occidentale di Carloforte, quel periodo funesto.

Costruite in seguito alle richieste della popolazione rivolte al Re di Sardegna, Vittorio Emanuele I, per il timore di nuove incursioni, si iniziò a erigerle nel 1806. Vennero completate nel 1813, grazie al lavoro di molti carlofortini, donne comprese e di forzati.

Le Mura circondavano tutto il paese ed erano completate da sette fortini. I portoni sulle mura si aprivano all’alba e venivano chiusi al tramonto.

Dell’impianto originale è rimasta la parte rivolta a ponente, un piccolo tratto a tramontana e solamente tre fortini: il Forte Santa Cristina, il Santa Teresa e il Beatrice. Quest’ultimo è stato trasformato e reso praticamente irriconoscibile. L’unico portone rimasto, infine, è quello del Leone, così chiamato perché nella parte esterna delle mura presenta una testa di leone scolpita nella pietra.

@Nicolo Capriata per il Comune di Carloforte

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