Il maggior numero di tonni pescati in una mattanza è stato di 2047. Questa mattanza è  nota come quella  "du Lallan", sopranome di Angelo Pomata, il rais dell'Isola Piana, che la comandò e diresse il 31 maggio del 1909.
 
Quantunque possa sembrare incredibile non si sono mai verificati durante la mattanza gravi infortuni, grazie soprattutto alla destrezza dei tonnarotti . L'unico incidente accaduto e purtroppo con conseguenze mortali avvenne nel 1914. La causa non fu dovuta però alle imperizie dei tonnarotti ma è da imputare alle bizze del tempo. La vittima fu il rais dell'Isola Piana Giuseppe Luxoro, che colpito da un fulmine morì sul colpo mentre stava dirigendo la mattanza.               
 
Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando si iniziava la mattanza negli stabilimenti a terra delle tonnare di Portoscuso, Isola Piana e Portopaglia tutti situati a Carloforte nella parte nord dell'isola, si era soliti issare una bandiera per darne comunicazione. La bandiera di Portoscuso era costituita da una croce rossa su un campo bianco. L'Isola Piana alzava la bandiera tricolore, mentre quella di Portopaglia era a scacchi bianchi e rossi.
 
Per cinque anni, tra il 1775 e il 1780 venne insediata, sulla costa sud-occidentale dell'isola, la tonnara dello Spalmatore, ubicata di fronte alla località "La Conca". Aveva una coda di 700 metri ed era munita di cotardo. La tonnara fu calata dietro un canone annuo di 8000 scudi da pagare al Real Patrimonio, da Don Alberto Genoves figlio del Duca di San Pietro. I tonni pescati in cinque anni furono meno di 900 e questo fu il motivo del suo abbandono.
 
Il tonno nella vita degli isolani ha sempre contato molto e non solo sotto l’aspetto economico. Dall’esperienza della tonnara, la lingua tabarchina, per esempio, si è arricchita di nuove e colorite locuzioni. Così l’espressione “ésse ’n tunnu” (essere un tonno) può assumere diversi significati a seconda del tono con la quale si pronuncia e verso chi è rivolta. Si può riferire alla stupidità di qualcuno “che tunnu” (che tonno), alla sua mole (che grasso, che grosso) ma se si allude al sesso femminile sta solo per “che bella figliola”.
 
La stagione in cui gli isolani catturarono più tonni fu il 1786. Nella tonnara di Portoscuso furono pescati 14500 tonni, in quella di Portopaglia 9700, mente 12000  e 7000 furono i tonni pescati rispettivamente nella tonnara dell’isola Piana e di Calavinagra. Complessivamente furono 43200 i tonni “mattanzati” in quella primavera.
 
@Nicolo Capriata per il Comune di Carloforte

Link relativi all'Articolo - Curiosit sul tonno e sulle tonnare


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