Il personale addetto ai lavori di una tonnara era formato da 130/160 uomini divisi in due squadre, la ciurma di mare e la ciurma di terra.
La ciurma di mare era composta esclusivamente da marinai il cui numero variava a seconda delle dimensioni e dell'importanza della tonnara, da 70 a 100 uomini aventi il compito di calare e salpare le reti, di far guardia alla tonnara, di manutenzionare le imbarcazioni, oltre naturalmente a quello di fare mattanza.
Tutti questi tonnarotti erano soggetti ad un capo indiscusso, il rais che al pari di un monarca assoluto decideva su tutto. Era lui che stabiliva quando e come calare la tonnara, quando iniziare la mattanza che lui stesso dirigeva con ordini perentori a bordo del barbariccio.
Nel suo lavoro era assistito da un sotto-rais una specie di aiutante di campo, un aiuto regista pronto a verificare la giusta esecuzione delle diverse sequenze. Per ogni imbarcazione si nominava un capo chiamato padrone o marinaio di parte, questi costituivano una sorta di stato maggiore della tonnara. Gli altri tonnarotti a seconda dell'imbarcazione in cui svolgevano le loro mansioni erano detti bastradieri, musciarieri, palischermieri. Facevano parte della ciurma di mare anche i maestri d'ascia e i calafati.
 
La ciurma di terra era costituita dal personale degli stabilimenti dove veniva trasportato e confezionato il pescato. Era composta dal direttore di baracca (baracca è l'edificio in cui veniva conservato il tonno) che era anche il capo e il responsabile della ciurma di terra. Vi appartenevano cuocitori, barilari, stagnini, oleari, dispensieri, magazzinieri, sorveglianti, e perfino un postino che aveva il compito di inoltrare la corrispondenza che tutto il personale teneva con le proprie famiglie dagli stabilimenti a Carloforte e viceversa. C'erano poi i gagin, ragazzi con funzioni da garzone ai quali si affidavano compiti di facile esecuzione e che non comportavano fatica.
 
La ciurma di mare veniva assunta stagionalmente mentre quella di terra era occupata per tutto l'anno. La retribuzione variava da tonnara a tonnara ed aumentava proporzionalmente ai tonni pescati nella stagione. Alla ciurma di mare di mare spettavano inoltre le uova e il cuore e tutte le interiora (inciümme) dei tonni pescati, ma a differenza della ciurma di terra doveva provvedere al vitto per proprio conto.
 
@Nicolo Capriata per il Comune di Carloforte
 

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