Facendo il giro dell isola si possono notare le differenti sfaccettature delle rocce che nascono da una serie di vari accadimenti geologici che hanno definito i profili originali e alternati della costa. Pertanto, gli appassionati di  geologia, potranno apprezzare le caratteristiche delle rocce e la storia dell'origine dell'isola attraverso questa dettagliata relazione tecnica.
 
L’Isola di San Pietro si è formata fra 18 e 13 milioni di anni fa  da una intensa attività vulcanica, sia effusiva che esplosiva, i cui prodotti sono attualmente ben esposti sull’intera isola. Sono state riconosciute numerose unità sia laviche che piroclastiche la cui varietà e composizione unicarendono l’isola una meta estremamente interessante per una escursione geologica.
 
Le rocce dell’Isola di San Pietro sono formate principalmente da flussi di ignimbriti (di composizione che varia da dacitica a riolitica a comenditica) da duomi e colate laviche  a composizione comenditica che sono una rarità in questo tipo di vulcanismo.
Il nome scientifico ufficiale di Comendite ha origine da  una regione dell’isola chiamata Comende dove sono state scoperte per la prima volta nel 1895.
 
L’Isola di San Pietro può essere suddivisa in 4 settori basandosi sulle caratteristiche geologiche e morfologiche:
 
  • Settore Centro-Occidentale
Caratterizzato da   rilievi più marcati formato da domi e successione di colate lavichecomenditiche
che si possono osservare nelle zone della Borrona, di Nasca e Tortoriso che sono alla base delle varie stratificazioni  di ignimbriti più giovani da composizione riolitica e dacitica ( erroneamente chiamate da alcuni  trachiti) affiorano a Nord e a Sud dell’isola. Hanno spesso una fratturazione colonnare sono ben saldate, tanto da assomigliare a delle lave.
 
  • Settore Nord-Occidentale
Caratterizzato da colline formate da piccoli plateau di ignimbriti più giovani, tagliati da alti strapiombi lungo la linea costiera dove sono ben esposti depositi di  ceneri e pomici e tufi ben visibili (sito delle Tacche Bianche). Alla Punta, raggiungibile da terra, si possono osservare le ignimbriti con  grandi cavità, dovute  alla presenza di bolle di gas nei magmi che le hanno originate.
 
  • Settore Centro-Occidentale
Qui  affiorano le vulcaniti più antiche dell’Isola, le cui colate sono ben visibili nella baia del Becco. Spostandosi verso Nord si ritrovano  ignimbriti più giovani, molto fratturate ( zona di Capo Sandalo). A piedi, scendendo lungo il sentiero che porta al  mare sotto la piazzola di Capo Sandalo si possono osservare sia le ignimbrite comenditiche più giovani che se le sottostanti lave comenditiche. 
 
  • Settore Sud-Orientale
La successione vulcanica più antica dell’Isola, affiora lungo la costa meridionale solo nell’area  Punta Nera. Il settore è dominato principalmente da stratificazioni di ignimbriti più giovani, rilievi dolci i e una zona di depressione ricoperta da depositi sedimentari recenti. La successione vulcanica più antica è visibile , lungo la costa meridionale, solo nell’area Punta Nera. Si possono osservare in prossimità delle spiagge (ad esempio a Girin) i pochi affioramenti di  rocce sedimentarie dell’isola formatesi durante l’abbassamento del livello del mare Panchina tirreniana
 
 
Estratto da: Unica.it
Per sapere di più sulla terminologia  utilizzata: Gruppo Nazionale di Vulcanologia
 
 
 
 

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