La miniera del Becco era sorta nel 1873 ad opera di Pietro Chareyze, che aveva trovato un grosso giacimento di ocre di manganese da sfruttare. Negli anni passò sotto diversi proprietari sino al 1977, quando l’attività venne definitivamente interrotta.

L’ex villaggio, oggi trasformato in seconde case per turisti, si affaccia sulla scogliera e la vista si apre su una baia ampia di grande bellezza, meta estiva per chi è alla ricerca del perfetto connubio tra terra e mare.

Le acque della baia sono profonde e permettono l’ormeggio di grandi imbarcazioni, sebbene si debba prestare grande attenzione alle rocce sommerse dette “le spine”.

La scogliera è un susseguirsi di piccoli anfratti da esplorare, perfetto per la canoa e lo snorkeling, ma raggiungibile solo via mare.

Il bivio per raggiungere il Becco, come lo chiamano affettuosamente i carlofortini, si trova a 6 km di strada dal centro, lungo la SP 104, direzione Faro.

Il questa località, dopo una strada sterrata di quasi 2 km percorribile solo a piedi,  si trovano i resti dell’ex miniera e del villaggio minerario costruito per accogliere le famiglie dei minatori.

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