Il Falco della Regina è uno dei più rari rapaci europei, che è stato inserito nella “Lista Rossa” degli animali in pericolo di estinzione (in tutto il mondo si contano circa 7500 coppie) è forse la specie che più di ogni altra spicca nell’avifauna isolana. Il Falco della regina (Falco eleonorae) trae il suo nome in italiano e scientifico dalla Giudicessa Eleonora d’Arborea che con l’emanazione nel XIV secolo della “Carta de Logu” vietò per prima la caccia a tutti i rapaci.

È un falco dalle medie dimensioni e presenta un aspetto molto slanciato con un’apertura alare intorno ai 110/130 centimetri, è presente il dimorfismo sessuale: il maschio è più piccolo della femmina e si distingue particolarmente da questa per avere la base del becco gialla mentre nella femmina è celeste. A prescindere dal sesso e dall’età questo rapace può presentarsi con un piumaggio chiaro (più frequente) e scuro.

È un falco migratorio, durante l’inverno vive in Madagascar, nelle Seychelles e nelle isole Mauritius ma al sopraggiungere della primavera si dirige verso il Mediterraneo per riprodursi, dove nidifica in diverse isole e in alcuni tratti della costa atlantica e mediterranea dell’Africa. Durante il periodo della riproduzione questi rapaci cambiano dieta, da una alimentazione costituita essenzialmente di insetti passano a nutrirsi di piccoli passeracei in migrazione attraverso il Mediterraneo diretti verso le località di svernamento africane. Il falco della regina nidifica in cavità rocciose, in genere ben protette dalle intemperie lungo le falesie costiere. In piena estate, tra la metà di luglio e i primi di agosto vengono deposte da 1 a 4 uova. L’incubazione dura solitamente 28 giorni e l’involo dei piccoli falchi avviene dopo 30/35 giorni, tra la fine di settembre e la metà di ottobre, periodo in cui la colonia riparte nei quartieri africani per svernare.

Per tutelare questo raro rapace dal 1980 si svolge a Carloforte un campo di protezione della Lipu che inizia il 1° luglio di ogni anno e termina il 14 ottobre . In pratica il campo di sorveglianza e di osservazione (per gli ornitologi è uno dei siti di più facile accessibilità per lo studio di questo rapace) viene effettuato per tutto il periodo che va dalla riproduzione all’involo dei piccoli. Ad uopo è stata istituita sotto la proposta della Lipu un’oasi di protezione faunistica permanente che è estesa a 414 ettari nella parte nord-occidentale del territorio isolano.

@Nicolo Capriata per il Comune di Carloforte

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